Chi sono i tennisti più bassi del circuito ATP e WTA? Domanda non banale, perché l’altezza è sempre più un criterio di selezione dei giovani talenti, al maschile e al femminile, e in generale si può dire che senza essere alti almeno 1.80 le possibilità di diventare un campione sono davvero poche, così come oggi sono poche le giocatrici forti sotto l’1.70 di statura. Ci sono però le eccezioni, alcune anche clamorose, sia nel presente sia soprattutto nel passato.
Prendendo in considerazione soltanto i tennisti in attività con un ranking ATP nei primi 100 a inizio 2025, si può dire che il più basso di tutti i giocatori di élite sia Sebastian Baez: l’argentino classe 2000, numero 28 del mondo ma con un best ranking di 18, è ufficialmente alto 1.70, per esprimersi in metri, ma c’è chi sospetta che sia stato aggiunto qualche centimetro.
A pari merito Yoshihito Nishioka: anche il giapponese classe 1995 misura infatti 1.70, ed è numero 65 del mondo.
Al terzo posto nella classifica dei più bassi, riferita al tennis del presente, è una coppia a 1.75, formata da Hugo Gaston (il francese classe 2000 è numero 81 del mondo) e Damir Dzumhur (il bosniaco classe 1992 è numero 82 ATP).
Ecco, si può dire che a inizio 2025 gli unici tennisti fra i primi 100 di statura di 1.75 o inferiore siano soltanto 4. Anche la terra battuta ormai impone certi standard.
Nell’era moderna, quindi con dati su altezza e peso almeno ufficiosi, si può dire che fra i tennisti di élite il più basso di tutti sia stato il belga Olivier Rochus, arrivato in singolare ad essere numero 24 ATP e anche ottimo doppista, vincitore nel 2004 al Roland Garros: il belga classe 1981 è infatti alto 1.68: poco ma non pochissimo, se si pensa alla statura media maschile.
A 1.70, oltre ai già citati Baez e Nishioka, c’è anche l’argentino Diego Schwartzman: l’argentino è stato anche numero 8 del mondo e nel 2020 è stato semifinalista al Roland Garros.
A 1.70 anche un grandissimo come Ken Rosewall, 8 titoli Slam che sarebbero potuti essere con facilità 20 se non avesse perso 11 stagioni per il suo passaggio al professionismo.
A 1.73 Michael Russell, ex numero 60 del mondo, ma soprattutto Rod Laver: l’australiano classe 1938 è uno dei pochi a entrare nella discussione sul più forte di tutti i tempi grazie al Grande Slam realizzato due volte, nel 1962 e nel 1969 e a tantissimo altro, con le statistiche che non dicono tutto della sua classe visto che per buona parte della carriera non poté partecipare ai grandi tornei in quanto professionista. Di sicuro non ha mai vissuto la statura come un handicap.
A 1.75, prendendo in considerazione tennisti del passato, troviamo anche l’ex numero 1 Marcelo Rios, l’ex numero 2 Michael Chang, l’ex numero 3 David Ferrer e l’ex numero 5 Harold Solomon.
Fra le prime 100 giocatrici nella classifica WTA a inizio 2025 le più basse sono Jasmine Paolini e Yulia Putintseva, entrambe 1.63.
L’italiana, classe 1996, nel 2024 è stata finalista al Roland Garros e a Wimbledon, vincendo l’oro olimpico in doppio insieme a Sara Errani (anche lei 1.63) e arrivando alla posizione numero 4.
Quanto alla russa naturalizzata kazaka, ha un best ranking di 23 (che è anche la sua posizione a inizio 2025) e ha come migliori risultati i quarti di finale raggiunti a Roland Garros e US Open.
Al terzo posto, tenendo presenti soltanto le prime 100, Elisabetta Cocciaretto, numero 56 del mondo ma con un best ranking di 29: l’azzurra è alta 1.66 e ha come miglior risultato gli ottavi di finale del Roland Garros raggiunti nel 2024.
Fra chi ha partecipato a tornei dello Slam la tennista più bassa della storia è senza dubbio l’inglese Gem Hoaghing, che raggiunse i quarti di finale a Wimbledon nel 1948 e che misurava 1.46.
Fra le giocatrici più recenti, anche se ritirate, vanno citate l’ex numero 26 Lauren Davis (1.57), l’ex numero 3 Amanda Coetzer (1.58), più volte semifinalista Slam, l’ex numero 30 Misaki Doi (1.59) e l’ex numero 4 Dominika Cibulkova (1.60), finalista all’Australian Open 2014.
Fra le grandi della storia del tennis moderno la più bassa è Billie Jean King, 12 vittorie Slam contando solo i singolari e 1.65 di altezza, davanti a Marion Bartoli, con il suo 1.66, vincitrice di Wimbledon 2013, Justine Henin (7 Slam e 1.67) e Chris Evert (18 Slam e 1.68).
E andando molto più indietro, la leggendaria Suzanne Lenglen era 1.64. Di sicuro la maggior parte delle campionesse considerate ‘basse’, dalla Hingis alla Barty, era (è) alta 1.70 o più. ‘
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